Cronache gastronomiche: “Cuoco e camicia” a Roma

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Sophia Loren – By Minneapolis Star-Tribune-photo by David Seymour of Magnum Studios, New York

Sono stata al Cuoco e Camicia di Roma diverse volte. Tre per l’esattezza. Potrei dire di non averlo mai scelto, ma per una serie di casuali eventi, è questo piccolo e grazioso ristorante a pochi passi dal rione Monti ad aver scelto me. Alla terza volta ho pensato che questo destino andasse ascoltato ed ecco che la prima cronaca gastronomica che spunta in questi Appunti di dolce vita è dedicata alle proposte del Cuoco e camicia.

È uno di quei luoghi che forse riesce a far emergere – gastronomicamente parlando –  una Roma diversa da quella dell’infinita sequela di trattorie e bar acchiappa-turisti. E dire che non siamo lontani dal centro: il Colosseo è a poca distanza, così come la movida di Monti. Cuoco e Camicia, invece, si gode la sua posizione lievemente distaccata in un viottolo senza uscita che conduce a una scalinata. Atmosfera piacevole. Anche a locale pieno, la conversazione si può tenere senza problemi e senza il rischio di essere sovrastata dal vociare intorno.

Ma veniamo alla carta, che rispecchia quella sensazione iniziale: sembra di non essere a Roma, eppure un posto così forse può esistere solo qui. Nei menu cittadini, spesso e purtroppo, si vieni presi da un’inevitabile senso di noia. All’amatriciana segue la carbonara rincorsa a sua volta, guarda un po’, da una cacio e pepe e una gricia. Con la girandola di ingredienti che si ripetono e si alternano. Non me ne vogliano gli amici romani, ma nonostante vi siano posti in cui i piatti della tradizione siano eccellenti o in cui di certo non manchi l’innovazione, i menu della capitale non brillano di varietà, almeno dalla mia piccola esperienza.

In questo scenario, le proposte di Cuoco e camicia incuriosiscono, non c’è dubbio. La tradizione non scompare, ma si intreccia alla voglia di sperimentare e stupire. E per quanto mi riguarda, il coraggio va sempre premiato. Da qui, per esempio, la “carbonara al contrario”, apprezzata dai miei commensali. Delle mie tre esperienze, mi sento di segnalare senz’altro i piatti provati l’ultima volta: il polpo arrostito accompagnato da una crema di melanzane e da una salsa al jalapeno. Un antipasto equilibrato nelle sue componenti. Poi è stata la volta degli spaghetti al nero di seppia con ‘nduja di gamberi. Un piatto bellissimo oltre che buono, che mi dispiace non aver fotografato. Quasi un omaggio, nella sua estetica, alle profondità marine e ai loro colori. Per finire la cheese cake alla carota resa in una forma che vi sorprenderà. Anche il classico tiramisù non delude.

Purtroppo non ho immagini da proporre. La mia tecnica da debuttante cronista gastronomica si deve affinare.


Ristorante Cuoco e Camicia
Via di Monte Polacco, 2/4 – 00184 Roma
Tel. 06 88 92 29 87
Pranzo: dal mercoledì al venerdì ore 12.30-15
Cena sempre aperto

ps. sì, lo so, ho pubblicato nuovamente una foto di Sophia Loren, ma non è deliziosa?

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